Freaks out: la magia del circo e l’orrore della guerra

Con ben sedici candidature agli imminenti David di Donatello, “Freaks out” di Gabriele Mainetti si annuncia come uno dei grandi protagonisti della serata di premiazioni cinematografiche tutta italiana.

Ambientato nell’Italia della Seconda Guerra Mondiale, “Freaks out” racconta la storia di un piccolo gruppo di artisti circensi, ognuno con una propria particolare abilità, e di Israel (Giorgio Tirabassi), il proprietario del circo “Mezza Piotta”: si tratta di Matilde (Aurora Giovinazzo), una sorta di donna elettrica, Cencio (Pietro Castellitto), ragazzo in grado di comandare gli insetti, Mario (Giancarlo Martini), un nano “magnetico”, e infine Fulvio (un irriconoscibile Claudio Santamaria), l’”Uomo Lupo”.

Il piccolo e affiatato gruppo vive un momento terribile, quando un bombardamento distrugge il circo e li obbliga a trovare un modo per ricominciare, in un paese dilaniato dalla guerra e dai rastrellamenti nazisti.

Parallelamente, a loro insaputa, i nostri sono ricercati spasmodicamente da Franz (Franz Rogowski), un tedesco proprietario del Circus Berlin, anch’egli dotato di poteri speciali.

La scomparsa di Israel porterà il gruppo a frammentarsi, facendo emergere la vera natura di ciascuno e anche qualche scheletro nell’armadio.

Riuscirà il gruppo a riunirsi e a realizzare il proprio sogno?

Una pellicola decisamente inedita nel panorama italiano, che strizza l’occhio alle produzioni d’oltreoceano e che mette in scena la guerra da un punto di vista diverso e originale.

Uno dei punti centrali è sicuramente la diversità, l’unicità che caratterizza i protagonisti e li rende speciali, ma al tempo stesso fragili e rigettati dalla società del loro tempo.

Il clima magico e fiabesco si intervalla a quello cupo e di violenza tipico del regime nazista, ben rappresentato dal fratello di Franz, un generale inflessibile, e da tutti gli spietati soldati che appaiono nella pellicola.

Ma vi è anche spazio per i Partigiani, che lottarono strenuamente per liberare l’Italia dal Regime.

Il ritmo della narrazione è altalenante, e forse si poteva ottenere comunque un eccellente risultato anche con un finale meno lungo e rocambolesco, a tratti dispersivo; tuttavia nel complesso è un film originale, godibile, ben strutturato, e che vuole lanciare dei bei messaggi di pace e amicizia.

Il cast è perfetto, e mi sento di fare un plauso in particolare alla giovane e talentuosa Aurora Giovinazzo.

Disponibile su Prime Video, e caldamente consigliato!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...