RECENSIONE Frammenti dal passato – Reminiscence

Quando la storia d’amore diventa il motivo della tua sofferenza, quando scalpiti per cercare di cambiare gli eventi e soffri i drammi di qualcun altro, allora capisci di essere davanti ad un grande film.

REMINISCENCE è il perfetto mix di emozioni che ti porta a sognare un finale migliore o, come dice lo stesso protagonista, a fermarti a metà strada restando felice per sempre.

In una Miami post-apocalittica sommersa dalle acque e trasformata in una Venezia oscura e opprimente, dove la gente vive di notte e scompare di giorno per resistere al caldo asfissiante, Nicolas Bannister (Hugh Jackman), ha creato un proprio businnes facendo rivivere alle persone i loro ricordi migliori, attraverso un macchinario che sfrutta la realtà aumentata e la parte più primordiale della mente.

Tutto cambia quando si presenta all’uscio Mae (Rebecca Ferguson), una donna bella quanto misteriosa, che sin dalla visione dei primi ricordi, riesce a intrappolare Nicolas in quella che potrebbe essere la trama di una macchinazione molto più grande e pericolosa.

Il film si addentra minuto dopo minuto sempre più nelle dinamiche del noir anni trenta, la voce narrante di Jackman accompagna lo spettatore senza ostacolarne l’immaginazione, lasciando spazio alle immagini, costruite attraverso una fotografia mozzafiato, giochi di luce onirici e colori pastello che diventano caldi o freddi a seconda dell’ambiente in cui ci si trova.

Le indagini che inizialmente il protagonista avvia per puro scopo personale, di ricerca della verità nella perdita del grande amore, improvvisamente si mescolano con il lavoro che la polizia sta svolgendo per incastrare uno dei più potenti boss della città, uno di quei personaggi arricchitisi con l’acquisto delle ultime terre emerse rimaste in zona e che, a causa delle sue avventure adultere, ha creato un gioco di potere e vendetta in cui è rimasta invischiata anche la fiamma di Nicolas Bannister.

Il rapporto tra il protagonista e la sua amata scomparsa ricorda molto quello ormai storico tra Daniel Craig ed Eva Green in Casino Royale: l’amore che diventa disperatamente malato, in grado di logorare e allo stesso tempo tenere in vita chi va alla ricerca di risposte concrete. Spesso però le risposte che vorremmo avere potrebbero non piacerci e, come viene detto anche nel film dal personaggio di Cliff Curtis, l’ignoranza mantiene in salvo chi è all’oscuro di quello che accade intorno a lui, o di un passato che potrebbe modificare l’idea che ci siamo fatti di una data persona.

REMINISCENCE è un concentrato di amore puro, melodramma che si interseca alla perfezione nelle oscure evoluzioni del racconto noir e nelle ambientazioni claustrofobiche e degradanti di una città in preda al crimine e all’anarchia. Un uomo innamorato farebbe qualsiasi cosa pur di ritrovare colei che è riuscita a dargli un motivo per cui vivere, anche si si trattasse di addentrarsi nell’inferno paludoso di luoghi che nascondono pericolosi segreti, o di rischiare la vita con il dubbio sempre crescente che chi si cerca non è la stessa persona che si è amata.

In questo caso sarebbe meglio affrontare la dura realtà che può uccidere la speranza, o rimanere ancorati ai ricordi passati di una finzione illusoria e rasserenante?

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