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Recensione Rosemary’s baby – R.Polanski

“Questo non è un sogno! Io non sto dormendo!”

Una giovane coppia va a vivere nel cupo condominio “Dakota”, a New York. Rosemary, dapprima felicissima della sua nuova casa, rimane incinta e sospetta di essere vittima di una coppia satanica, capeggiata dai suoi invadenti vicini, i coniugi Castevet. Tra tentate fughe e verità scioccanti, la donna partorirà il figlio di Satana.

Capolavoro del genere horror confezionato da uno dei registi più controversi della storia, ovvero Roman Polanski, Rosemary’s baby è uno di quei cult che andrebbero visti da chiunque almeno una volta nella vita; infatti, nonostante sia stato rilasciato nel 1968, il film riesce ancora a tenere lo spettatore sulle spine, ansioso di capire se i vari dubbi evidenziati dalla nostra protagonista siano fondati o meno. Tratto dall’omonimo romanzo di Ira Levin, si focalizza sul raccontare una storia dove l’occulto viene magistralmente mescolato col thriller, tralasciando gli effetti speciali per concentrarsi soprattutto sul piano psicologico, poiché, effettivamente, chi guarda conosce solo il punto di vista di Rosemary, e come lei intuisce che qualcosa non vada, ma, essendo la ragazza circondata da persone che non la considerano minimamente, ci si ritrova ad essere in balia degli eventi  finendo per accettare il proprio destino. L’angoscia dell’oppressione si sente per tutti i 137 minuti della pellicola, le scene risultano essere surreali, confuse, a tratti disgustanti, soprattutto per il fatto che per qualsiasi azione bizzarra venga anche data una spiegazione logica ma, come facilmente intuibile, anche fasulla. Questo è anche il film delle false apparenze, perché i ‘cattivi’ sono una coppietta di anziani appartenenti alla piccola borghesia, i quali inizialmente, anche se in maniera alquanto opprimente, si insediano nella vita dei nuovi vicini cercando di dar loro una mano con la gravidanza di Rosemary e col lavoro di suo marito Guy, attore mediocre che vedremo essere disposto a tutto pur di ottenere successo. Veniamo quindi ricondotti allo scontro tra il Bene e il Male, combattuto da personaggi dalla doppia faccia, che sfruttano l’innocenza dei buoni a loro favore, lottano per un ideale superiore, incarnato nella figura di Satana, tralasciando ogni codice etico, preferendo strappare un bambino alla propria madre, macchiando di sangue ed egoismo sentimenti puri come l’amore e l’amicizia pur di raggiungere il loro obiettivo.

Mia Farrow presta il suo volto al personaggio di Rosemary, una ragazza trasfigurata in Vergine Nera dagli occhioni blu che dovrà contare solo sulle proprie forze per salvare il suo bambino in quella enigmatica casa immersa nell’incessante pioggia di New York.

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