Glee, a loser like me

Oggi, 8 aprile 2021, si riunisce il cast di Glee per la 32esima edizione dei GLAAD Media Awards (ne parliamo qui). Coglieranno l’occasione non solo di ricordare la loro collega e amica scomparsa l’anno scorso, Naya Rivera, ma omaggeranno anche il decimo anniversario del coming out del suo personaggio, Santana Lopez. Infatti, si può dire che il personaggio di Santana sia stato molto importante per la comunità LGBTQIA+, infondendo il coraggio necessario per parlare liberamente del proprio orientamento sessuale a tutti i fan della serie. È stato di grande ispirazione proprio perché ha dovuto affrontare anche il gap generazionale. Nella terza stagione, Santana deve fare i conti con la nonna, una donna ispanica molto devota e sicuramente dalla mente poco aperta. La nonna non è in grado di capirla, di accettarla per com’è, nonostante la nipote le faccia notare che è sempre la stessa, non è cambiato nulla dopo questa rivelazione. Le parole che Santana rivolge alla nonna sono molto toccanti: «Abuelita, a me piacciono le ragazze nel modo in cui dovrebbero piacermi i ragazzi. È una cosa che mi sono sempre tenuta dentro e volevo condividerla con te perché ti voglio molto bene. Questa è la vera me, voglio che tu lo sappia. Quando sto con Brittany, riesco finalmente a capire cosa intende la gente quando parla di amore. Ho fatto di tutto per respingere i miei sentimenti, me li sono tenuti dentro. Ma è una lotta continua, me la prendo sempre con il mondo intero, ma la verità è che combatto contro me stessa!». Questo discorso è bellissimo, ma da una parte è molto triste perché, tuttora, molti adolescenti devono fare simili preamboli per parlare di questi argomenti con i genitori o con i propri familiari. E, in questa scena, il divario dell’età si sente in quanto nonna Alma (Ivonne Coll) è ancora troppo legata alla cultura bigotta del suo tempo e non accetta l’orientamente sessuale della nipote.

Ma l’eredità di Santana e degli altri personaggi di questa serie non andrà dimenticata: essere se stessi sempre e comunque, non importa quali siano le conseguenze. Glee è uscita nel 2009 ed è finita nel 2015 con la sesta stagione, allora perché guardarla? Perché, nonostante ciò, resta molto attuale ed è proprio per questo che la consiglio. Creata da Ryan Murphy, è un teen drama musicale ambientato nell’Ohio, in particolare, nel liceo McKinley. Le canzoni sono parte integrante della narrazione e sono state scelte con cura dal creatore della serie che ha saputo equilibrare, nelle singole puntate, la parte recitata e le esibizioni canore. Inoltre, troviamo le interpretazioni di spettacoli teatrali o di musical famosi, come Grease, e successi da hit parade che ci fanno riaffiorare tantissimi ricordi, una vera immersione nel passato! Molti artisti interanzionali hanno partcipato a questo progetto cedendo i diritti dei loro brani per permetterne l’uso all’interno della serie; ad esempio la popstar Madonna ha concesso i diritti per il suo intero catalogo e per questo una puntata è stata dedicata a lei. Ma ci sono brani dei Queen, di Kesha, di Byoncé, di Lady Gaga… Insomma, l’aspetto musicale è ricco e molto curato e gli attori sono degli interpreti pazzeschi.

Per quanto riguarda la trama, non dobbiamo aspettarci qualcosa simile ad High School Musical perché, benché il genere sia lo stesso, Glee punta a trattare i temi adolescenziali più disparati e l’inclusione, un concetto che adesso è centrale in qualsiasi dibattito. Di cosa parla? Will Schuester (Matthew Morrison), il professore di spagnolo, decide di far riaprire il Glee club, il gruppo di canto e ballo della scuola. Si ritroverà con gli studenti più talentuosi della scuola ma che vengono considerati dagli altri come dei perdenti. Rachel Berry (Lea Michele), la protagonista, è una ragazza ebrea viziata cresciuta da una coppia gay; il suo sogno è quello di diventare una star di Broadway e farà di tutto per avere gli assoli del Glee nelle varie competizioni. Rachel non è la tipica Marie Sue, anzi, commette tanti sbagli e la sua strada non sarà tutta in discesa. Al Glee si uniscono anche Artie Abrams (Kevin McHale), un ragazzo costretto sulla sedia a rotelle dalla voce strepitosa e Tina Cohen-Chang (Jenna Ushkowitz), una ragazza asiatica molto timida dallo stile gothic. Kurt Hummel (Chris Colfer) è un ragazzo eccentrico, l’unico gay dichiarato a scuola, e deve affrontare ogni giorno i suoi compagni che lo bullizzano. Entrare nel Glee club lo aiuta a riprendersi e ad avere degli amici. Mercedes Jones (Amber Riley) è una ragazza nera e un po’ robusta, ha una voce strabiliante ed entra nel Glee club per diventare una star; è molto sicura di sé e delle sue potenzialità, infatti avrà moltissime scaramucce con Rachel. Infine, quasi per costrizione, si aggiunge al Glee Club anche il quaterback della scuola, Finn Hudson (Cory Monteith, scomparso nel 2013). Nonostante quelli del Glee Club vengano bullizzati con le iconiche granite in faccia, Finn non lascia né la squadra né il Glee, divenendo un vero e proprio leader. Intanto la sua ragazza, Quinn Fabray (Dianna Agron), capo delle Cheerios, è gelosa di Rachel e Finn, perciò cercherà in tutti i modi di entrare nel Glee per tenerlo d’occhio. Sue Sylvester (Jane Lynch), il capo delle cheerleader, si rende conto del potenziale del Glee e cerca di ostacolarlo permettendo a Quinn di entrare nel Glee insieme ad altre due cheerleader: Santana Lopez e Brittany Pierce (Heather Morris), quest’ultimo è un personaggio molto particolare in quanto fa delle uscite disarmanti, ma non si può non amarla. Il gruppo si infoltirà con altri studenti Noah Puckerman (Mark Salling), Mike Chang (Harry Shum Jr.), Blaine Anderson (Darren Criss) e tanti altri nel corso delle stagioni.

Il Glee avrà sempre dei nemici, come l’acerrima nemica Sue e le altre squadre in gara (i Vocal Adrenaline e gli Usignoli); il gruppo cadrà e non vincerà sempre nelle competizioni, ma ciò che importa è il lavoro di crescita che i ragazzi compiono all’interno dell’aula. Oltre al bullismo, si parla di omofobia, di omosessualità repressa, di gravidanze minorili, dei primi amori e tradimenti, di disabilità e anche di tentato suicidio. Questa serie lo fa con leggerezza, usando la musica e l’ironia, giocando a più livelli: se da una parte abbiamo i ragazzi, dall’altro abbiamo le dinamiche dei professori, quindi segue anche le loro storyline. Il bello di Glee è che, a differenza di altri teen drama, segue i ragazzi anche dopo il diploma, ci permette di vedere il loro intero percorso di crescita. Un personaggio importante da menzionare, che si unirà in seguito al cast, è Unique (Alex Newell). Con lei si affronta la tematica della transessualità e di quanto sia difficile integrarsi quando l’ambiente è ostile. Ovviamente, come ogni serie, ha le sue pecche. Ma devo dire che grazie ai personaggi con i caratteri più forti (come Sue e Santana) si ironizza anche su queste defaillances, ad esempio sui personaggi che scompaiono all’improvviso e poi riappaiono dopo un tot di puntate. So che forse il musical non piace a tutti, ma questa serie vale la pena di essere vista. Insegna che la diversità esiste, ed è bella…Ma soprattutto, la diversità può anche unire, proprio come è successo ai membri del Glee Club. Voto: 9½

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