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Il caos dopo di te, dall’ideatore di Élite

Dopo Alguien tiene que morir, Netflix ha distribuito l’11 dicembre un’altra miniserie spagnola, Il caos dopo di te (titolo originale: El desorden que dejas). Tratta dal romanzo omonimo di Carlos Montero pubblicato nel 2016, è stata diretta dallo stesso Carlos Montero, da Silvia Quer e Roger Gual. Molti si aspettavano qualcosa che ricordasse Élite e non a torto, poiché l’ideatore di entrambe le serie è proprio Carlos Montero. In effetti hanno dei punti in comune, il primo è che entrambe le serie hanno luogo in un ambiente scolastico, il secondo è che sono tutte e due annoverate nel genere del giallo. Quindi il sospetto, le investigazioni e gli omicidi sono presenti in maniera massiccia, insomma sono lo stampo di Montero.

E non solo, infatti tra le caratteristiche che più accomunano questi due lavori è il piano narrativo che sicuramente evidenzia la mano dell’autore spagnolo: oltre ai continui flashback, presente e passato camminano parallelamente creando quell’iniziale sconcerto tipico anche di Élite. Chi è o chi sono i colpevoli? Cosa è successo davvero? Chi copre chi? Non ditemi che i fan del teen drama non si sono posti queste domande, su! Lo stesso accade in questa miniserie, subito si percepisce che c’è qualcosa di losco nella dipartita della professoressa Elvira Ferreiro Martínez, detta “Viruca” (Bárbara Lennie), della quale si dice che si sia suicidata. La miniserie si distingue dall’altra serie spagnola perché adesso non sono i ragazzini ad essere i protagonisti, sebbene alcuni di loro siano comunque invischiati nella vicenda, ma i professori. Quindi l’impegno della serie si è elevato ad un adult, per così dire. L’intento di questa serie, cioè quello di spostare l’attenzione sugli insegnanti e alzare l’asticella su qualcosa di più ardito, è sicuramente geniale, se non fosse che, per alcune cose, appare inverosimile. La storia inizia dopo la morte di Viruca; infatti Raquel Valero (Inma Cuesta) prende il suo posto di insegnante di letteratura in un piccolo paese della Galizia dove si conoscono tutti. Avendo avuto problemi con la sua depressione, Raquel è impaurita e non è sicura di voler tornare ad insegnare; le cose si complicano quando i ragazzi iniziano a fare paragoni con l’ex professoressa molto amata e, soprattutto, si ritrova ad essere la straniera, quindi ha difficoltà a legare non solo con i colleghi, ma anche con gli altri abitanti del paese. Inoltre Raquel vive un matrimonio che si mantiene, ormai, sul filo di un rasoio con  Germán (Tamar Novas). Ed è lui che l’ha convinta ad accettare questo posto all’istituto Novariz e non solo perché voleva tornare nel suo paese natio, c’è molto altro dietro questa decisione. Nel frattempo, tra i ragazzi abbiamo come protagonisti Nerea (Isabel Garrido), Roi (Roque Ruiz) e Iago (interpretato dal nostro Arón Piper, Ander in Élite).

Iago ha un ruolo importantissimo in questa vicenda, fin dai primi flashback scopriamo che c’è qualcosa tra lui e Viruca. E sappiamo già che molti fan del teen drama, me compresa, hanno visto questa serie solo per lui. Il ruolo che ha dovuto intepretare, infatti, è molto diverso dal dolce Ander e questo ha incuriosito moltissimo tutti i suoi fan, che sono sicura non ne sono rimasti delusi. Penso sia stato il fiore all’occhiello di questa miniserie, sebbene possa inizialmente spaventare la sua irruenza e violenza. Iago, infatti, è un ragazzo problematico innamorato della sua profesoressa di letteratura e fa di tutto per conquistarla (anche cose che non si addicono ad un rapporto tra professore e alunno). Le prime quattro puntate sono un intreccio tra il presente, di cui la protagonista è Raquel, e il passato, di cui la protagonista è Viruca. Le due donne sembrano infatti legate da uno stesso destino: sembra che la nuova arrivata segui le stesse orme di Viruca; questo perché Raquel, dopo diversi indizi e ricatti, capisce che la sua predecessora non si è suicidata, perciò si improvvisa investigatrice e cerca di scoprire la verità. Un video compromettente, mandato da un anonimo, la fa cadere in uno stato di paranoia, e per questo inizia ad avere anche degli atteggiamenti bruschi con tutti i suoi studenti. Sa per certo, infatti, che è stato uno dei suoi studenti a mandarle quel video. Una tematica molto vicina a noi dato quanto è successo recentemente nella scuola a causa del revenge porn, e che qui trova la sua espressione nel ricatto fatto dagli alunni alla professoressa (quale alunno sia stato, ovviamente, si scoprirà in seguito).


Solo dalla quinta puntata (sono otto in tutto) in poi tutti i tasselli iniziano a formare il puzzle completo di quanto è accaduto a Viruca, tutte le scene insensate tornano con una spiegazione più accurata. Iago entra con prepotenza nella vita di Viruca rovinandole i piani, ma sarà anche colui che snocciolerà la vicenda verso una conclusione. Nel complesso è una serie che ti prende, anche se non da subito, ma l’aura di mistero che avvolge il personaggio di Viruca e di Iago è così forte che non riesci a fermarti. Purtroppo ho trovato alcune reazioni esagerate e alcuni comportamenti inverosimili. Gli studenti trattano gli insegnanti come fossero pupazzi, per dirla alla Rossana; infatti danno spallate ai professori nei corridoi di proposito, rispondono usando argomenti troppo intimi e personali per metterli in difficoltà, insomma se è vero che il rispetto va guadagnato, l’educazione? Questi ragazzi mancano proprio di educazione ed è assurdo pensare che sia questo il quadro scolastico spagnolo. Comunque, a parte questo che credo sia stata un’esagerazione per rendere più esasperante la condizione di Raquel, c’è un altro punto che mi ha lasciato l’amaro in bocca.


Senza fare spoiler, vi dirò che nel finale l’atteggiamento un po’ freddo da parte di Raquel nei confronti di un ragazzo, che ha sofferto davvero tanto, è inaccettabile, o meglio, disumano. Con questo concludo dicendo che è una serie godibile, anche se non raggiunge chissà quale vetta, e che se vi aspettate Élite 2.0 ne rimarrete sicuramente delusi.

Voto: 7-

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