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Alita – Quando il film omaggia il manga

Il favoloso mondo dei manga e degli anime, più volte, è stato notato da quella settima arte che risponde al nome di cinema. Purtroppo l’incontro tra questi mondi si è spesso risolto in maniera infelice, con trasposizioni piuttosto deludenti sotto molti punti di vista, ma se c’è un prodotto contemporaneo di questa tipologia che si salva è certamente “Alita – Angelo della battaglia”, diretto da Robert Rodriguez. Voluto da moltissimo tempo da James Cameron, qui in veste di produttore, il film viene presentato con alcuni spettacolari trailer per poi uscire nelle sale il 14 febbraio 2019.

Siamo nel 2563, epoca che vede il benessere rappresentato dalla gigantesca Salem e la povertà nella sottostante Città Discarica. E’ proprio in questo luogo che il dottor Ido rinviene i resti di una giovane ragazza cyborg, pesantemente danneggiata ma ancora viva. Rinata con un nuovo corpo e con il nome di Alita, inizia per la ragazza una nuova esistenza che passa attraverso nuove consapevolezze, letali sfide, desideri e dolorose esperienze.

Yukito Kishiro, creatore dell’opera originale uscita nel 1990, rimase completamente soddisfatto di questa trasposizione e infatti, se si conosce il manga, non si può che dargli tranquillamente ragione. Al netto di alcuni difetti e alcune differenze, la trama del film unisce felicemente il primo arco narrativo del manga e i due OAV animati del 1993. Viene inoltre mantenuta una certa fedeltà di fondo, che non tradisce la vicenda originale nelle parti veramente importanti. A restare prevalentemente intatta è anche l’essenza dei personaggi, dove spicca su tutti la spettacolare protagonista, che non poteva essere resa meglio in quanto ad estetica e profondità narrativa. Anche degli altri comprimari si può rimanere soddisfatti, con una sola eccezione rappresentata dal personaggio di Hugo, che gode di un approfondimento ancora più incisivo nella controparte cartacea.

Se sul fronte narrativo si può rimanere abbastanza soddisfatti, è sul fronte grafico e tecnico che ci si esalta e non di poco. I 170 milioni di dollari spesi per la produzione si vedono eccome perchè l’ambientazione non potrebbe essere più bella, sotto qualunque punto di vista. A rendere ulteriormente scorrevole la narrazione ci pensano anche gli spettacolari combattimenti, ripresi e montati alla perfezione e senza la minima sbavatura. Eccellente e adrenalinica a livelli esagerati anche la resa del Motorball, presente nella parte finale e unica aggiunta davvero significativa rispetto alla vicenda narrata nella controparte cartacea.

“Alita – Angelo della battaglia”, mettendo tutto in conto, si rivela essere una trasposizione assolutamente riuscita. Eccellenza grafica e tecnica incontrano una scrittura filmica che non tradisce nè altera seriamente il materiale di partenza, tanto nella vicenda narrata quanto nei personaggi. Il finale aperto spianerebbe la strada ad un sequel ma, a causa degli incassi al di sotto delle aspettative che la pellicola ha avuto, tutto resta molto incerto. Con l’acquisizione della Fox da parte della Disney, ora come ora, il futuro della ragazza cyborg è nelle mani della Casa di Topolino e i fan hanno fatto partire da tempo una petizione per farla tornare al cinema. Staremo a vedere cosa succederà, nel frattempo il consiglio è uno solo: fate la conoscenza di Alita e del suo mondo.

Voto: 8

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