Valeria, la impostora

Sull’onda del successo delle serie televisive spagnole, l’8 maggio è stata distribuita su Netflix Valeria, una commedia romantica composta da otto puntate. Si basa sui romanzi rosa di Elísabet Benavent, conosciuta come Betacoqueta, in particolare sul primo, Nei panni di Valeria, pubblicato nel 2013. Infatti la serie è stata rinnovata per una seconda stagione e sicuramente si baserà sulle vicende del sequel, Valeria allo specchio. Non si sa molto sulla prossima stagione, però si può ipotizzare che, nel caso in cui la serie venisse rinnovata ancora, Valeria porterà sul piccolo schermo i romanzi di questa saga che ha appassionato milioni di spagnoli. Ideata da María López Castaño, la serie sembra ispirarsi vagamente alla più famosa commedia Sex and the city, per i tratti erotici e i personaggi non tanto dissimili.

La storia è ambientata a Madrid e si concentra su Valeria e le sue amiche che, quasi trentenni, cercano di risolvere i loro problemi senza successo. Valeria, interpretata da Diana Gómez (conosciuta per il ruolo di Ana María nella pellicola Little Ashes e quello di Tatiana, la moglie di Berlino, nella serie La casa de papel), è una donna di ventisette anni che insegue il suo sogno nel cassetto: scrivere un libro. Sebbene si professi scrittrice, la donna non ha mai pubblicato un libro, nel corso delle puntate si può notare il suo carattere un po’ lunatico, inoltre si annoia facilmente, tanto da risultare inconcludente in molte iniziative da lei prese. Ha il cosiddetto blocco dello scrittore, passa il suo tempo a mandare vocali su Whatsapp alle amiche e a fissare la pagina bianca. Soffre per il suo matrimonio, essendosi sposata con Adrián (Ibrahim Al Shami J.) molto giovane, e adesso non riesce più a ritrovare quella passione che l’ha fatta innamorare di lui. D’altro canto Adrián non la riempie più di attenzioni come un tempo, lavora per mandare avanti la loro famiglia e cerca in tutti i modi di salvare il loro matrimonio perché comunque la ama. Valeria non si sente capita, bensì come una estranea nella sua stessa famiglia, dove è l’eterna seconda agli occhi dei genitori e della sorella più grande. La sua frustrazione ricade poi nel suo sogno, la blocca, finché non conosce Víctor (Maxi Iglesias), un amico di Lola, che le consiglia di scrivere un romanzo erotico. Così Valeria si ritrova tra due fuochi, Adrián e Víctor, e il suo romanzo finirà per trattare la sua vita privata.

Valeria, però, come ho anticipato, non è sola! Ha le sue amiche inseparabili ad aiutarla e, anche se i litigi tra loro non mancano, sono unite come le adolescenti di Quattro amiche e un paio di jeans. Ognuna di loro ha un problema e spesso non affrontano con maturità le situazioni. Lola (Silma López) ha sofferto per l’abbandono della madre e si è occupata fin da piccola del fratellino costretto sulla sedia a rotelle, perciò non cerca un rapporto stabile, anzi fugge dalle storie serie cercando il sesso occasionale, ma finisce per essere intrappolata in un amore adulterino che la farà soffrire. Nerea (Teresa Riott) vive ancora con i genitori e con questi lavora come avvocatessa, senza aver detto loro di essere lesbica per paura della reazione.

Ha avuto il coraggio di fare coming out solo con le sue amiche, però nonostante ciò non riesce a sentirsi parte integrante del gruppo in quanto i suoi problemi sono molto diversi da quelli delle altre; alla fine riesce a supportare la comunità LGBTQ+ grazie ad un gruppo di donne che cerca di farsi sentire. Infine abbiamo la dolce e insicura Carmen (Paula Malia), che lavora come pubblicitaria per un’azienda ed è alla ricerca del vero amore, ma quando lo trova si lascia influenzare sulle sue scelte professionali.

Insomma, quattro donne che per motivi diversi sono incasinate e sono proprio questi motivi che le rendono imperfette e più vicine a noi: molti hanno paura di impegnarsi e si rivedono in Lola; c’è chi ha paura di perdere l’amore per inseguire la carriera senza pensare che, a parti inverse, magari il problema non si porrebbe nemmeno, proprio come nel caso di Carmen; c’è chi segue un sogno e si arrangia facendo qualcosa che non piace, come Valeria per esempio, infatti lavora come guardiana nel museo quando il romanzo viene respinto la prima volta; infine sicuramente il tema importante della sessualità e il coming out ci fanno sentire vicini a Nerea. Le tematiche trattate sono, dunque, molto varie e attuali, a partire dal matrimonio in rovina di Valeria. Possiamo non definirlo un capolavoro, si può non apprezzare del tutto la componente erotica presente in modo massiccio, ma è un prodotto godibile, divertente e fresco, molto vicino alle telenovelas argentine. 

Voto : 7

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