This is Us: L’arrivo della quinta stagione e il ritorno del Coronavirus

La prima puntata della quinta stagione inizia con me che, credendo di essere in pari con il finale della stagione precedente, mi rendo conto di dover ancora guardare l’ultimo episodio. Una volta recuperato, comincio la visione della prima puntata.

Rebecca finalmente prende coscienza della sua malattia e decide di farsi ricoverare per il bene suo e delle persone che la circondano.

Toby e Kate, non sapendo se potranno avere un altro figlio che un domani potrà prendersi cura del loro primogenito, decidono di adottare una bambina, che verrà mostrata nella sua versione adulta in un flashforward in questa stessa puntata.

Kevin e Randall tornano a dare spettacolo: in disaccordo sulla scelta da consigliare a Rebecca, litigano pesantemente; a causa di ciò, non si parleranno più nel corso degli anni a venire.

La presenza di Jack ritorna anche in questo primo episodio: lo spettatore ricorda, insieme a Rebecca e ai suoi figli, i giorni della vita quotidiana passati con lui, inseguito, nel flashback più toccante, Jack chiede a Dio di sacrificare la sua vita pur di proteggere la sua famiglia.

La seconda puntata non presenta risvolti particolari, ma mostra scene già avvenute nella precedente stagione: il tema principale resta la discussione dei fratelli sulla cura da effettuare per la madre, ma proprio negli ultimi secondi finali fa la sua comparsa un personaggio fino ad ora dato per morto, ovvero la madre di Randall. Oltre alle storie dei nostri protagonisti, troviamo anche due temi dei giorni nostri di cui si è parlato molto: il Coronavirus e il movimento “Black Lives Matter“; entrambi vengono affrontati in maniera seria, con l’intento di far riflettere lo spettatore sul mondo in cui sta vivendo.Ancora mossi dal razzismo, gli esseri umani nel corso degli anni non sono riusciti a vivere pacificamente tra di loro: le persone di colore temono per la loro vita e si contraddistinguono per via di un senso di inferiorità che si portano dietro, ma che soprattutto sentono dentro di loro. Forse la compassione, il rispetto e l’uguaglianza ci devono ancora essere insegnati e finchè ognuno di noi si considererà superiore all’altro non faremo molta strada; è questo quello che i protagonisti, in particolar modo Randall nella seconda puntata, ci vogliono trasmettere: l’amore per il prossimo, valore ancestrale e troppo sottovalutato.Per quanto riguarda il tema del Coronavirus, a mio avviso non è stato introdotto nel modo adeguato: si è scelto un approccio troppo approssimativo e semplicistico, dato che verrà trattato solamente grazie all’introspezione psicologica di Tess; la donna è la portavoce dell’ansia e dello stato confusionale in cui i giovani, ma anche le altre generazioni, si ritrovano: non hanno punti fermi, certezze e quasi nessuna speranza. Ecco quello che ci ha trasmesso questo virus: l’effimeratezza della vita umana e l’incertezza per il futuro che verrà.

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