Utopia, il remake di cui avevamo bisogno?

Amazon Prime Video si sta affermando sempre di più sul panorama delle piattaforme streaming con contenuti davvero eccellenti, basti pensare a The Boys, a Fleabag o ad Hunters con Al Pacino. Questa volta ci propone il remake americano di Utopia, una serie britannica, creata da Dennis Kelly e diretta da Mike Munden, uscita nel 2013 e cancellata l’anno successivo dopo aver trasmesso la seconda stagione. Il remake omonimo è stato distribuito il 25 settembre, mentre in Italia il 30 ottobre, ed è stato creato da Gillian Flynn, una rinomata scrittrice americana. Il genere spazia tra il thriller cospirativo, con marcati elementi splatter, il fantascientifico e l’animazione, seppur quest’ultimo in misura minore.

La trama è molto articolata, ricca di colpi di scena e tensione che ti fanno restare incollato allo schermo. Parte in modo molto semplice: cinque fan di Dystopia, una grafic novel che ha rivelato loro la fine del mondo e altri complotti attraverso l’analisi attenta delle immagini, cercano di trovare il seguito, Utopia, perché sperano di trovare ulteriori risposte e, magari, un modo per cambiare le cose. Creano un gruppo di messaggistica attraverso una chat room segreta sul computer e parlano in codice; nonostante non si conoscano, tra loro nasce un’amicizia che per un anno va avanti solo tramite messaggi, quando poi sul web arriva l’annuncio del ritrovamento di Utopia, con annessa asta al comic Frange Con a cui andranno per appropriarsi del sequel.

Il gruppo è ben assortito: c’è Samantha (Jessica Rothe) che è una leader nata; Becky Todd (Ashleigh LaThrop) che è sensibile ed è affetta da una malattia e spera di trovare in Utopia la cura; Ian Ackerman (Dan Byrd) è il timoroso della combriccola e anche l’unico scettico sulla veridicità dei segnali trovati in Dystopia della fine del mondo; Wilson Wilson (Desmin Borges) è il più paranoico e il conoscitore per eccellenza di Dystopia e di tutti i suoi indizi; infine abbiamo il furbissimo Grant Bishop (Javon Walton), un bambino che si finge adulto nel gruppo fondato in rete e che poi si rivela una grandissima risorsa. Ben presto si aggiunge ai fan della graphic novel Jessica Hyde (Sasha Lane), nonché la protagonista del romanzo stesso, infatti è lei la bambina raffigurata all’interno dei disegni.

Appropriarsi di Utopia, però, non sarà un compito facile per i ragazzi, in quanto anche altri lo cercano e, alla fine, i nostri protagonisti diventano il bersaglio di un sistema molto più grande di loro. Jessica non ha il nobile scopo di salvare il mondo come gli altri, vuole solo ritrovare suo padre e scoprire chi è Mr. Rabbit, il coniglio antropomorfo disegnato nel romanzo. Jessica è una protagonista particolare, è selvaggia, aggressiva e molto spietata; ha vissuto nel paese degli orrori fino all’età di dodici anni ed è in fuga da allora, rappresenta quindi il perfetto esempio della sottile linea che intercorre tra “buono” e “cattivo”, dato che non può essere definita in nessuno dei due modi. La disperata ricerca di Jessica coinvolgerà il gruppo in un’avventura ad alto rischio dove c’è in gioco la salvezza dell’umanità.

D’altra parte, infatti, la fine del mondo sembra molto vicina: tantissimi bambini si stanno ammalando di un virus sconosciuto e stanno morendo, il contagio sembra inarrestabile e la possibilità di avere un vaccino impossibile. È qui che entra in gioco la casa farmaceutica Christie, fondata da Kevin Christie (John Cusak): le manipolazioni di quest’uomo si intrecciano con il gruppo inesperto, capitanato da Jessica, creando suspense e incredulità per il modo violento in cui agisce sotto la farsa del suo essere un filantropo.

Nel corso delle puntate sfugge il motivo di ciò che sta avvenendo nel mondo, non si capisce di chi ci si può fidare, sfuggono le risposte alle domande che si pongono i protagonisti osservando Utopia, ma la spiegazione, alquanto macabra e terrificante, a tutti i punti interrogativi arriva con un colpo di scena finale, forse più di uno. Il ritmo è incalzante, sempre più misteri si affastellano intorno ai personaggi. 

La serie, nel complesso, mi è piaciuta, però non mi ha soddisfatto in toto: purtroppo ho trovato i personaggi principali troppo poco caratterizzati, non sappiamo praticamente niente di loro e del perché si siano immischiati in questa storia, o comunque le motivazioni date non sono sufficienti. Invece ho trovato i personaggi che possiamo annoverare tra i cattivi molto interessanti: l’interpretazione di John Cusak è eccezionale e Christopher Denham, nei panni di Arby, è strabiliante per quanto riesce ad essere inquietante con un solo sguardo. I temi affrontati, oltre al complotto e alla pandemia, sono sicuramente la sovrappopolazione (un campanello d’allarme è la domanda che si pongono i componenti della Christie ogni giorno: cos’ho fatto oggi per meritare un posto in questo mondo affollato?) e gli esperimenti sugli umani.

Probabilmente la serie ha deluso chi ha visto l’originale, da cui si discosta sotto molti aspetti, ma chi non ha potuto vederla sicuramente troverà questo prodotto godibile. Credo, tuttavia, che sia stato un pochino azzardato fare questo remake in un contesto delicato come il nostro. Il parallelismo con ciò che il 2020 ci ha riservato salta subito all’occhio, potrebbe non essere l’ideale per chi non sta affrontando questo periodo serenamente, ammesso che ci sia. Una scelta infelice, quanto rischiosa, quella di Amazon: molti potrebbero scoraggiarsi e non guardarla perché ormai pandemia, virus, lockdown, negazionisti, complottisti, morti sono le parole più gettonate in tutti i telegiornali e articoli di giornale durante questi mesi. Abbiamo davvero bisogno che questa cruda realtà arrivi anche nel nostro luogo di svago? Spero che questo remake sia stato fatto per dare un degno finale all’originale incompiuto e che nella seconda stagione vada a colmare quei vuoti lasciati nella caratterizzazione dei protagonisti, altrimenti non è assolutamente il remake di cui avevamo bisogno. E proprio per questo auspicio…

Voto: 7

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...