DOOM PATROL – Recensione prime due stagioni

In attesa della terza stagione di questa fantastica serie, facciamo un riassunto di quello che è successo nella prime due, se non siete in pari non continuate la lettura perchè contiene spoiler.

Creata per la DC Comics è stata distribuita dalla DC Universe per la prima stagione ed in contemporanea su quest’ultima e HBO Max per la seconda.

Stagioni: 2 (già confermata la 3°)

Episodi: 24

Questa serie, incentrata sul team di eroi emarginati creato nel lontano 1963, è un vortice di emozioni, personaggi assurdi e situazioni ancora più fuori dal comune, assolutamente unica nel suo genere.

Presentata come spin off di “Titans”, infatti la prima apparizione del team avviene nella quarta puntata della prima stagione di quest’ultima, per fortuna poi sdoganata da questa palla al piede in quanto nettamente superiore, racconta le gesta della Doom Patrol, squadra di eroi disfunzionali che si trovano loro malgrado a ricoprire questo ruolo.

La squadra è composta inizialmente da 4 persone: Jane (Diane Guerrero), una donna affetta da disturbi mentali; Rita Farr (April Bowlby), star del cinema che si scopre improvvisamente mutaforma; Larry Trainor (Matt Bomer), pilota dell’aeronautica che deve vivere fasciato come una mummia per impedire la fuoriuscita dell’energia negativa entrata in lui dopo un incidente in servizio e Cliff Steele (Brendan Fraser), pilota automobilistico il cui cervello è stato trasferito in un corpo robotico in seguito a un incidente. A differenza delle altre serie di questo genere, qui tutto ruota intorno all’interiorità dei personaggi, è un vero e proprio viaggio nella loro psiche che si muove fra traumi ed insicurezze (emblematica Crazy Jane che si ritrova con altre 63 personalità una più stramba dell’altra), e se questo nella prima stagione non era ancora chiaro nella seconda appare lampante. L’intera stagione, infatti, dopo la terribile rivelazione arrivata in chiusura del primo capitolo, e cioè che Niles Caulder (Timothy Dalton), Chief e leader della Doom Patrol, è stato il responsabile degli incidenti che hanno reso i suoi membri dei veri e propri fenomeni da baraccone, scava ancora più a fondo portandoci all’interno della precedente vita dei suoi membri che cercheranno in qualche modo un contatto con il loro passato, facendoci scoprire i traumi di Rita causati dalla madre, il senso di colpa di Cliff e Larry verso le loro famiglie, in questo caso i figli e le torture psicologiche che ha dovuto subire Jane da bambina, tanto da rifugiarsi in se stessa e non voler uscire più da quel posto sicuro creando altre personalità che la accudissero e controllassero la sua vita ad di fuori della sua mente (underground). 

A complicare dinamiche già complesse arriva l’entrata in scena di Dorothy (figlia del chief), bambina senza colpe con un potere distruttivo che avrà conseguenze devastanti su tutti loro.

La serie, che doveva avere 10 puntate, causa COVID, è stata interrotta alla 9° lasciandoci con un cliffhanger assurdo, una battaglia per la sopravvivenza del mondo, con la squadra in pezzi, ed una bambina come una speranza…

Scrittura straordinaria ed originalissima: trovatemi qualcun’altro capace di rendere una strada una personaggio (adoro Danny) trovatemi un’altro Flex Mentallo, un uomo in grado di alterare la realtà flettendo i suoi muscoli, o un Mr. Nobody (uno straordinario Alan Tudik) che, grazie ad i suoi poteri interdimensionali, sa di trovarsi in una serie televisiva e quindi spesso e volentieri abbiamo un’abbattimento della quarta parete; battute iconiche: il fuck di Robotman è come il “io sono Groot” dei Guardiani della Galassia: vuol dire tutto.

Assolutamente geniale.

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