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MCU – La Fase Tre (Parte 2)

Prosegue la nostra analisi della Fase Tre del Marvel Cinematic Universe e in questo articolo ci concentreremo sulle cinque pellicole rimanenti. Dato che “Avengers: Endgame” sarebbe il penultimo in ordine, parleremo di “Spider-Man: Far from Home” senza spoiler riguardo all’ultima avventura uscita dei Vendicatori.

Black Panther, che aveva fatto la sua prima comparsa in “Civil War”, esordisce col suo primo lungometraggio nel 2018. Viene introdotto il regno del Wakanda, nascosto agli occhi del mondo e tecnologicamente più avanzato, dove assistiamo alla vicenda di T’Challa e alla sua battaglia con Killmonger per il trono. Il film sorprende per la scenografia, gli effetti speciali e il buon ritmo ma delude le aspettative nella sceneggiatura. Chadwick Boseman, perfetto per la parte e purtroppo tragicamente scomparso di recente, non può niente contro una caratterizzazione piatta e stereotipata del personaggio, che trova una scena veramente interessante solo a seconda parte inoltrata. Le scene d’azione sono piacevoli da vedere ma il film non riesce ad incidere come dovrebbe. Ed è un peccato perchè il film, vedendo anche il resto del cast, aveva tutte le carte in regola per essere molto di più.

Nell’aprile dello stesso anno, bramato e atteso per anni, esce finalmente “Avengers: Infinity War”, diretto dai fratelli Russo. Tutte le linee narrative viste nei film precedenti vengono riunite in nome della battaglia più grande che gli Avengers abbiano mai visto: quella contro il devastante Thanos e il suo folle proposito. Il film è da annoverare tra i più belli non solo della Fase Tre ma dell’Intero MCU. Lo stellare cast vede tutti gli eroi riuniti contro un cattivo d’eccezione, magnificamente caratterizzato al netto di una certa profondità mancata di tutti gli altri comprimari. Questo fatto, data la mole di personaggi in gioco, è un difetto che si può accettare e viene “compensato” dalle memorabili sequenze d’azione, frenetiche e ad alto tasso di spettacolarità. La pellicola, rispetto a quelle passate, è impostata in modo diverso perchè gli eroi non sono mai stati in affanno come in questo momento e lo spiazzante finale corona questa operazione di proporzioni mastodontiche. Vedere per credere.

Il 2018 vede anche il ritorno di Ant-Man e del secondo film a lui dedicato. Peyton Reed è sempre in cabina di regia e il cast, con alcune aggiunte, resta sostanzialmente lo stesso. “Ant-Man and the Wasp” vede Scott Lang, in compagnia della sua collega Wasp, vedersela con alcuni criminali ma non è tutto perchè entrano in gioco la misteriosa Ghost e la madre di Wasp. Il risultato, nonostante tutto, è un film nettamente inferiore al primo capitolo su ogni fronte. La trama non lascia gridare al miracolo, i personaggi non hanno la giusta profondità e persino l’azione convince fino ad un certo punto. La pellicola è comunque da vedere per due motivi: si lascia comunque guardare e si ricollegherà in qualche modo ad “Avengers: Endgame”.

Il 2019 vede l’arrivo di “Captain Marvel”, diretto da Anna Boden e Ryan Fleck. Un altro tassello che conduce ad “Endgame” trova il suo posto con la genesi di Carol Danvers, pilota che scopre di appartenere ad una potente razza spaziale. Il suo percorso la porta a vedersela con i malvagi Skrull e a trovare la sua realizzazione. Parliamo di un film abbastanza nella media, impreziosito però dalla buona prova di Brie Larson e dall’ottimo comparto grafico e tecnico. La pellicola ha un buon ritmo ma si ha l’impressione che anche questa volta, in fase di sceneggiatura, si potesse fare molto di più. Proprio come “Ant-Man and the Wasp”, è come se la pellicola vivesse troppo in funzione dell’arrivo di “Endgame”.

Nello stesso anno torna anche Peter Parker con “Spider-Man: Far from Home”, sempre diretto da Jon Watts. Questa volta a preoccupare il nostro eroe è Mysterio, che potrebbe non raccontarla proprio giusta. Il cast resta inalterato, vanta l’aggiunta di un pezzo da novanta come Jake Gyllenhaal e può dirsi decisamente migliore del primo capitolo. Il tono ironico e leggero resta ma in compenso aumentano l’azione e lo spettacolo, in quantità superiore rispetto al predecessore. La sceneggiatura continua ad essere quella che è e va presa come tale, anche se vanta alcune sequenze abbastanza riuscite, al netto di un comparto grafico e tecnico decisamente soddisfacente. Molte volte, in pratica, i film Marvel premono l’acceleratore sull’azione e scelgono di sacrificare la trama e l’analisi dei personaggi, troppo spesso abbozzati e privi di una profondità davvero convincente.

Vi aspettiamo nell’ultimo articolo per parlare di “Avengers: Endgame”.

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