Shutter Island: l’inganno perfetto

《Uno strano caso e una serie di coincidenze per nulla casuali》

Attori principali:
Leonardo DiCaprio: Edward Daniels
Mark Ruffalo: Chuck Aule
Michelle Williams: Dolores Chanal
Ben Kingsley: John Cawley

Genere: thriller, noir

Ambientazione: Shutter Island, Boston, Stati Uniti d’America

Riassunto della trama

Intorno alla metà degli anni 50, l’agente dell’FBI Edward Daniels, accompagnato dal collega Chuck Aule, si reca a Shutter Island per indagare sulla sparizione di Rachel Solando, una paziente evasa dal manicomio dell’isola che ha perso la testa e vive in un mondo tutto suo; il caso si rivela sin da subito strano per via delle modalità della fuga della donna, ma anche a causa dell’intransigenza mostrata dal primario dell’istituto. Durante la visione del film, veniamo a sapere che l’agente Daniels ha accettato il caso anche per un’altra ragione: cercare informazioni su Andrew Laeddis, ex paziente dell’ospedale scomparso nel nulla, nonché il piromane che ha appiccato l’incendio che ha causato la morte di sua moglie.

Premessa

Dopo alcuni problemi iniziali per quanto riguardava la produzione, il film ha incontrato ulteriori difficoltà in merito alla sua uscita: inizialmente la data era stata fissata per l’ottobre del 2009, così da poter concorrere per gli Oscar, tuttavia la Paramount la spostò alla primavera dell’anno successivo, puntando su altri due titoli, ovvero “Tra Le Nuvole” e “Amabili Resti“. Quest’anno infatti il film festeggia 10 anni dalla sua uscita, per questo credo che sia giusto riscoprirlo, specialmente per coloro che se lo fossero lasciato scappare, ragion per cui ho deciso di scrivere questa recensione.

Tematiche

La tematica principale è quella dell’illusione, una sorta di autoinganno che avviene tramite la sostituzione dei propri ricordi con altri, così da mitigare il dolore e il senso di colpa che si prova per cercare di continuare a vivere, seppur in una realtà immaginaria, un luogo creato per rifugiarsi dalla dura verità che risulta difficile accettare. L’altra tematica di fondamentale importanza, perché collegata alla prima, è la scelta dell’eutanasia, se valga davvero la pena continuare a vivere rinnegando sistematicamente la realtà, o sia meglio morire conservando ancora un’immagine dignitosa di sè.

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