Eyewitness – da una serie norvegese

Prima di Skam, a varcare i lontani confini della Norvegia, è stato Øyevitne, serie del 2014 che, tra il 2016 e il 2018, ha goduto di diversi remake: Eyewitness, prodotta da USA Network nel 2016 è forse la più nota, ma non la sola: HBO Europe ha prodotto per l’Est Europa Valea Mută, e la francese TF1 nel 2018 ha realizzato Les Innocents.

Eyewitness, girata per lo più a Parry Sound, in Ontario, a partire dal gennaio 2016, è composta di soli 10 episodi, per una singola stagione andata in onda a partire da ottobre dello stesso anno e che si è aggiudicata l’Outstanding TV Movie or Limited Series al 28° GLAAD Media Awards.

Ciò nonostante la serie, alla sua prima messa in onda, ha ottenuto un rating di 0.1, all’incirca 630.000 spettatori, realizzando quasi un record negativo per la rete, che ha deciso di cancellare il progetto nel marzo 2017.

Per nostra fortuna, la vicenda è completa: il proposito era infatti di realizzare una serie antologica che in ogni stagione avrebbe presentato una diversa vicenda e nuovi personaggi.

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L’importanza della serie sta nell’essere il primo crime drama con al centro personaggi LGBT: Philip Shea, interpretato da Tyler Young e Lukas Waldenbeck, interpretato da James Paxton sono due studenti delle superiori che, mentre si trovavano in un capanno nel bosco, assistono a un triplice omicidio, riuscendo rocambolescamente a mettersi in salvo.

La trama, apparentemente semplice, si dipana tra segreti e bugie svelando poco a poco un elaborato intreccio capace di tenere alta l’attenzione dello spettatore alternando indagini e vicende personali dei personaggi sullo sfondo di una piccola città di provincia dove fino ad allora non era mai stato commesso un crimine.

La reticenza di Lukas, che non vuole ammettere la propria omosessualità né tanto meno di provare qualcosa per Philip, lo spinge a obbligare l’amico a mantenere il segreto su quello che hanno visto, ma Philip si rende presto conto che l’assassino è sulle loro tracce. Per di più, il ragazzo deve anche fare i conti con una madre tossicodipendente e con una famiglia adottiva con cui non ha ancora allacciato un vero legame.

A complicare la sua posizione il fatto che sia proprio la madre adottiva, Helen Torrance (Julianne Nicholson), il detective incaricato dell’indagine, e che la donna debba presto fare i conti con la strana morte di due ragazzi del posto, uno dei quali indossava la giacca di Philip, e con l’arrivo dell’agente dell’FBI Kamilah Davis (Tattiawna Jones) e dell’affascinante responsabile dell’operazione antidroga: Ryan Kane, interpretato da Warren Christie.

Kamilah ha un rapporto conflittuale con la sorella Sita (Amanda Brugel), compagna di uno degli uomini uccisi proprio davanti agli occhi dei ragazzi e casualmente trait d’union con un noto trafficante la cui figlia adolescente viene ritrovata morta proprio in città.

Mentre Kane ha tutti i motivi per volere che il caso venga chiuso alla svelta, i ragazzi capiscono che la loro unica possibilità di salvezza sta nel trovare l’assassino prima che lui trovi loro.

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