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Marco Bocci stella delle serie all’italiana: ha conquistato tutti nei panni di un commissario

Marco Bocciolini, meglio conosciuto come Marco Bocci, nasce nel 1978 nella provincia di Perugia. Diplomato in recitazione presso il Conservatorio Teatrale d’Arte Drammatica “La Scaletta”, muove i suoi primi passi, nel 2000, sul palco di un teatro che gli permette, poi, di mettersi in mostra davanti agli occhi di numerosi addetti ai lavori nel mondo del cinema ma soprattutto delle serie tv italiane. Il primo enorme successo, infatti, lo ottiene quando gli viene assegnato il personaggio del Commissario Sciajola in Romanzo Criminale – La Serie.

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Un ruolo che lo lancia e gli permette di entrare nelle case degli italiani. Un ruolo disegnato per lui che rende il genere poliziesco padrone nella sua vita. Un personaggio simile è, infatti, quello che lo renderà poi il sex symbol di una generazione. Stiamo parlando del Commissario Calcaterra nella serie tv Squadra antimafia – Palermo oggi. Fa il suo ingresso nel cast solo in occasione della terza stagione ma ne diventa subito protagonista. Un personaggio complesso, dalle mille sfaccettature, sempre lì sul limite del fare la cosa giusta o quella sbagliata.  E’ bravissimo Bocci in questo ruolo dove riesce a catalizzare tutta la sua esperienza teatrale: sguardi, movimenti, tutto curato nel dettaglio

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Un altro personaggio che vive sul limite di cosa è giusto e cosa, invece, è sbagliato lo interpreta di nuovo nella serie tv Solo dove il suo ruolo è quello del protagonista ovvero l’agente Marco Pagani che lavora sotto copertura in una famiglia mafiosa con il nome in codice di Solo. Un personaggio controverso che presto comprende come non sempre la giustizia lavori come dovrebbe e come si debba, in alcune occasioni, effettivamente contare solo su se stessi e scendere, spesso, anche a compromessi.

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Marco, infine, non ha disdegnato il cinema nella sua lunga carriera in cui, però, si è cimentato anche in ruoli diversi da quelli a cui l’immaginario pubblico lo aveva associato fino a quel momento: basti citare I cavalieri che fecero l’impresa, Scusate se esisto ed Italo. Insomma non si è fatto mancare proprio nulla. Ha provato a sfruttare tutte frecce al proprio arco come intensità, interpretazione, bellezza e dal responso che oggi giorno riceve dal suo pubblico sembra proprio che abbia trovato la sua strada giusta.

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