Perché vale la pena vedere Russian Doll

Dall’1 febbraio la piattaforma più amata da nerd e serie tv dipendenti, Netflix, ci ha sorpresi con una nuova e originale serie tv dal titolo Russian Doll – letteralmente tradotto come matrioska, la bambolina tipica del folclore russo che è simbolo di storie e situazioni ad “incastro”, perfetto per riassumere il tema della serie – ideata da Natasha Lyonne (nel ruolo della protagonista Nadia), Amy Poehler e Leslye Headland.

La serie, composta al momento da un’unica stagione di otto episodi, ha fin da subito ottenuto ottime recensioni e sembra essere tanto apprezzata proprio per il lato anticonformista e ribelle che Nadia mette in mostra senza alcun timore, distaccandosi dagli stereotipi della tipica figura femminile docile ed educata che la società continua a proporci giorno per giorno.
Proprio questo è uno dei punti a favore della serie: il suo “asso nella manica” si chiama Natasha Lyonne Nicky in Orange Is The New Black – che ha creato per sé stessa un personaggio che non potrebbe essere più simile a lei. Una donna dai capelli della ragazzina di The Brave (come Nadia stessa si definisce nell’ultimo episodio “Arianna”) che non è per niente come le classiche donne della sua età, Nadia ci viene presentata già dal primo episodio come colei che non ha paura di mostrarsi per quello che è; una donna folle che ama il sesso, la droga e l’alcol.
Il suo lavoro (ingegnere informatico e programmatrice di videogame) è un altro indizio che lascia intendere come Russian Doll sia a favore dell’emancipazione femminile e di come oramai, seguire gli schemi che la società ha costruito non porta più a niente di buono.

“La vita è un’assassina.
Essere una persona è un fottuto incubo.
Avere un brutto carattere mantiene giovani”

Tre concetti che girano attorno a Russian Doll sicuramente a causa dell’improponibile atteggiamento di Nadia che riesce sempre a strappare un sorriso al telespettatore anche quando la situazione non è delle migliori.
Ma, la caratteristica che ha reso famosa questa serie tv è “l’immortalità” della protagonista che sembra resistere a qualsiasi tipo di incidente. E chi non sarebbe disposto ad avere una seconda/terza/quarta… possibilità?
Nadia, però, sembra incastrata in un loop che continua a farle rivivere il suo trentaseiesimo compleanno, morendo e risvegliandosi ogni volta nel bagno della sua festa sulle note di Gotta Get Up, brano di Harry Nilsson. Il suo cinismo viene accentuato proprio in queste vicende che non sembrano avere né capo né coda, in cui si sforza di trovare un motivo del perché tutto questo sta accadendo proprio a lei, facendo anche i conti con i mostri del suo passato.

Insieme a Natasha, nel cast troviamo anche Charlie Barnett, Greta Lee, Yul Vazquez, Elizabeth Ashley e Dascha Polanco (collega della Lyonne in Orange Is The New Black).

Serie colma di mistero e loop temporali, Russian Doll riesce a mantenere viva la curiosità per tutta la stagione, episodio dopo episodio, senza mai essere noiosa, banale o scontata.

L’ultimo episodio, Arianna, rimanda proprio al mito greco Il filo di Arianna, in cui la fanciulla dona a Teseo una spada e un gomitolo per sconfiggere il Minotauro all’interno del labirinto e, infine, poter uscire da esso.
Il loop da cui Nadia non riesce ad uscire è sicuramente un chiaro riferimento al labirinto della mitologia greca, per quanto riguarda l’analogia con Teseo e il filo che gli viene donato per riuscire a scappare… vi basta guardare Russian Doll per scoprirlo.

Buona visione!

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