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Vicious – te la do io la terza età!

Lo chiamano coming of age, e pare sia una nuova tendenza del cinema indipendente. Potremmo considerarla la risposta intelligente degli attori britannici, bravi e attempati, al rifiuto di Hollywood di portare in scena personaggi con i capelli bianchi e qualche ruga sul viso.

Gary Janetti (Will & Grace; I Griffin) e Mark Ravenhill, nel 2013, hanno precorso i tempi ideando Vicious, una serie televisiva dissacrante, pungente e con un cast stellare.

I protagonisti sono Freddie Thornhill e Stuart Bixby, interpretati niente meno che da sir Ian McKellen e sir Derek Jacobi. Freddie è un attore che non ha mai avuto successo ma che si dà arie da diva e che non risparmia mai una parola acida al più gentile e paziente Stuart, colpevole di non aver ancora rivelato alla madre che, quello che lei crede il suo coinquilino da ormai quarantotto anni, è invece il suo compagno.

Intorno a loro si muove un ristretto gruppo di amici: l’eccentrica e promiscua Violet Crosby, interpretata da Frances de la Tour e il giovane vicino di casa Ash Weston (Iwan Rheon). Ricorrenti sono anche Mason, fratello di Freddie, interpretato da Philip Voss e Penelope (Marcia Warren), amica di lunga data, affetta da demenza senile.

Quasi tutti gli episodi si svolgono nell’elegante appartamento a Covent Garden dove i due vivono e svolgono le loro attività principali: ricevere gli amici, accertarsi che il loro anziano cane, Balthazar, che non viene mai mostrato, sia ancora vivo e, soprattutto, punzecchiarsi con quella feroce cattiveria che può nascere solo da una lunga e solida storia d’amore.

Il set dell’appartamento è gestito come un vero e proprio palcoscenico in cui si svolge la maggior parte degli episodi, della durata di circa trenta minuti, in cui i personaggi si avvicendano portando in scena l’esterno, i pettegolezzi, le vicende private.

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Lo show, purtroppo mai arrivato in Italia (ma lo si può trovare con i sottotitoli in italiano), è andato in onda sulla rete inglese ITV per due stagioni da sei episodi l’una, più due speciali, tra il 2013 e il 2016 e, dal 2014 è stata trasmessa anche negli Stati Uniti.

Nonostante qualche critica riferita allo stile anni ‘70 e alla maleducazione e volgarità dei personaggi, la sitcom ha ricevuto quasi solo recensioni positive ed è stata nominata due volte per il GLAAD Media Award per l’Outstanding Comedy Series, mentre l’episodio finale è stato nominato per Outstanding TV Movie o Limited Series.

Vicious è stata la prima sitcom inglese a tema omosessuale e il primo episodio fu visto da 5.78 milioni di spettatori, mentre gli episodi successivi della prima stagione si sono attestati mediamente sui 2.5 milioni e quelli della seconda stagione sui 2 milioni.

Nonostante Brian Sewell, sul London Evening Standard, abbia descritto Vicious come “una parodia dispettosa che non avrebbe potuto essere peggiore nemmeno se fosse stata ideata e scritta da un eterosessuale malevolo e recriminatorio” e “un ritorno ai tempi oscuri della vita gay”, additandola persino come pericolosa per i giovani gay che avrebbero potuto assimilare un messaggio sbagliato da personaggi stereotipati e lontanissimi dalla realtà, McKellen e Jacobi, mostri sacri del cinema e icone gay, hanno rivelato di aver vissuto momenti di vera tenerezza nell’interpretare questi personaggi e persino di essere stati innamorati l’uno dell’altro, in gioventù, ma di non aver mai avuto il coraggio di dichiararsi.

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Serie tv

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